MOTO ONDOSO - TECHNISEA

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PUBBLICAZIONI
Quando in un canale, in una darsena o in un bacino, anche in assenza di vento, si manifesta comunque il moto ondoso, da cosa dipende?
Cosa lo amplifica e cosa invece lo riduce?
Come mettere in relazione le diverse cause?

Riflettendo sul fenomeno, è possibile individuare alcuni motivi — condivisibili e ampliabili — che concorrono all’instaurarsi del moto ondoso. Ne proponiamo alcuni.

Cause e condizioni che influenzano il moto ondoso
  • Comportamento dei piloti
    I piloti “educati”, cioè coloro che adottano accortezze verso il prossimo e l’ambiente, contribuiscono a ridurre il disturbo ondoso.
  • Velocità di navigazione
    Esiste una velocità limite oltre la quale la formazione ondosa diventa insostenibile.
  • Vigilanza e controlli
    La presenza di controlli contribuisce alla prevenzione del moto ondoso.
  • Forma e geometria dei canali
    In un canale stretto le onde rimbalzano più frequentemente tra le sponde.
    Se il canale è poco profondo le onde si attenuano e si consumano; se è profondo e navigabile, l’onda si propaga più facilmente.
  • Riflessione sulle fondamenta
    Se la sponda è liscia e verticale e il canale è profondo, l’onda viene respinta con minima attenuazione: l’escursione verticale resta pressoché inalterata e la riflessione esercita una spinta uguale e contraria.
  • Frequentazione del canale
    Il traffico è direttamente proporzionale alla frequentazione del canale.
  • Carena e assetto dell’imbarcazione
    Il fendente di prua e la chiglia generano onde divergenti.
    Esiste una carena ideale? O esiste piuttosto una carena adatta a ogni scopo, rendendo le onde una conseguenza inevitabile?

Fattori riduttivi e amplificativi
Individuiamo ora alcuni fattori, esprimendoli in forma parametrica:
  • Maleducazione (ME)
    ME = 1 − (N° barche educate / N° totale barche)  0 ÷ 100%
  • Fattore velocità (FV)
    FV = V reale / V limite  0 ÷ 500%
  • Assenza di vigilanza (Vg)
    Vg = 1 − (N° giorni di vigilanza / N° giorni di traffico)  0 ÷ 100%
  • Frequentazione (Ta)
    Ta = N° giorni di traffico / N° giorni dell’anno  0 ÷ 100%
  • Fattore potenza (Fp)
    Fp = P installata / P totale  0 ÷ 100%
  • Fattore carena (Fc)
    Fc = 1 − (R carena reale / R carena ideale)  20 ÷ 50%
  • Fattore superficie del bacino (FS)
    FS = 1 − (Larghezza / Lunghezza)  5 ÷ 95%
  • Attenuazione delle sponde (AS)
    AS = 1 − (Forza onda riflessa / Forza onda sopraggiungente)  5 ÷ 100%

Il parametro M
Escludendo la maleducazione innata, considerando che:
  • non è immediato intervenire su carene e motori dell’intero parco barche,
  • il traffico non è facilmente riducibile,
  • la vigilanza non è continuativa,
  • la conformazione dei canali è già definita,
resta un fattore realmente e direttamente modificabile per ridurre il moto ondoso:
la conformazione delle sponde di fondamenta e banchine.

È possibile intervenire, ad esempio:
  • interponendo attenuatori galleggianti d’onda ONDARAIL,
  • applicando rivestimenti parietali dissipativi SEADEFLECT, che consumano l’energia ondosa.

Ponendo i fattori amplificativi al numeratore e quelli riduttivi al denominatore, si ottiene un parametro sintetico M:
M [%] = (ME × FV × Ta × Vg × Fc × FS) / AS
  • Se M ≤ 100%, l’effetto complessivo è riduttivo del moto ondoso.
  • Se M > 100%, l’effetto è amplificativo e sinergico.

Questo parametro costituisce una chiave di lettura per analizzare l’instaurarsi del moto ondoso nei bacini e per comprendere l’interazione tra le grandezze in gioco.
L’analisi dimostra che ridurre la riflessione ondosa delle sponde è molto più efficace, nel contenimento del moto ondoso, rispetto alla sola vigilanza continuativa o ad altri rimedi indiretti.

Se gli argomenti marinareschi vi interessano, potrete approfondire ulteriormente queste tematiche nella pubblicazione dedicata.
IL MOTO ONDOSO, PROTEZIONE E ALTERNATIVE
Fattori amplificativi, carene adeguate  e frangionde veneziani, proposte per impieghi on-shore e costieri.

Un'attenta analisi del moto ondoso, delle onde, delle cause generanti e delle carene.
Si riferisce alle esperienze lagunari, che si sono dimostrate idonee anche ai laghi e alle darsene.
Propone tre fattive proposte alternative per il contrasto al moto ondoso e per la salvaguardia costiera.
Una di esse è il frangiflutti galleggiante Ondarail in produzione e commercio.
Le altre due sono:
  • la carena eco-sostenibile con le ali poppiere a scomparsa;
  • la barriera frangionde a deflessione idrodinamica.
I prototipi sono già realizzati e personalizzabili; per essi vi invitiamo a contattarci direttamente.

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